La costruzione del Ponte dei Congressi a Roma fu interrotta a causa dell’alto costo dell’acciaio. La corsa al prezzo delle materie prime è la ragione delle difficoltà questa volta. È andata deserta la gara del ministero delle Infrastrutture da 146 milioni di euro per l’affidamento dell’appaltatore generale e la realizzazione del Ponte, un arco in acciaio e cemento lungo 900 metri che attraversa il Tevere all’altezza del quartiere della Magliana. Le società interessate sembrano essere state frenate dall’aumento del prezzo dei materiali. Il Ponte dei Congressi di Roma è dibattuto da oltre due decenni. Nasce per la prima volta dal concorso l’idea di una struttura ad arco con tiranti, che attraversa il Tevere e snellisce il collegamento stradale con l’aeroporto di Fiumicino. Il ponte è stato inserito nei lavori necessari alla viabilità del progetto per la realizzazione dello stadio, ritirato dal club giallorosso ad inizio 2021. La realizzazione del ponte migliorerebbe la viabilità sulla Magliana, uno dei punti più trafficati della città, visto che l’interesse per lo stadio è cessato. Mariupol, una delle città più colpite dall’invasione delle truppe russe, è il dodicesimo produttore di acciaio al mondo. La presentazione delle domande di partecipazione si è chiusa 3 settimane prima dell’inizio delle ostilità, ma la tensione nell’area era cresciuta ormai da mesi. Metronews ha un articolo intitolato Dear Steel for War Stops Congress Bridge.

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