Dopo i collegamenti video con i Parlamenti di Europa, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Germania e Israele, il presidente ucraino Zelensky parlerà oggi anche da Kiev alle Camere italiane, riunite in Aula. Il suo discorso, che non dovrebbe durare più di mezz’ora, sarà lo stesso dei precedenti: duro, come duro è il conflitto che sta dilaniando la sua terra. I parlamentari di Alternativa, gruppo nato dagli esuli del Movimento, non parteciperanno alla sessione di Zelensky. I membri della Camera possono decidere autonomamente. Nella Lega, che ha annunciato la sua presenza in blocco con il leader Matteo Salvini, potrebbero mancare un paio di eletti, tra cui il senatore Simone Pillon, che è in missione a Londra ma ha espresso “forti dubbi” sull’evento. Non dovrebbe esserci distinzione tra il discorso del presidente ucraino e quello di FdI. “Certificano una vicinanza politica a coloro che stanno devastando l’Ucraina”, ha detto il deputato, riferendosi alla mancata partecipazione alla seduta di alcuni parlamentari. Il segretario della Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, ha affermato che la scelta del Paese di inviare armi è stata un “errore”. Il Presidente del Consiglio interverrà dopo gli interventi dei Presidenti di Camera e Senato. Non ci sarà buffer per l’accesso a Montecitorio, ma sarà sufficiente il pass verde base. La sessione paritetica del Parlamento, che non avrà lo stile formale dell’elezione del Presidente della Repubblica, domani infatti, seguirà le normali regole del distanziamento, con deputati e senatori seduti. L’articolo Guerra Russia-Ucraina, Zelensky alla Camera tra distinzione e defezione è tratto da Il Fatto Quotidiano.