Sui giornali e sui social media c’è molta eccitazione per un conflitto tra Occidente e Russia. Il più attivo è Jacopo Iacoboni, nota firma politica della Stampa, che rilascia decine di tweet al giorno in cui predica la parola d’intervento, affidandosi – soprattutto – all’istintiva indignazione per l’offensiva russa contro i civili. L’alternativa al dialogo non può che essere la terza guerra mondiale a causa del peso militare della Russia. Ma tutte queste persone, volevano trattare anche con Milosevic, Mladic, Karadzic, Ceausescu?. Ha commentato che siamo un paese culturalmente devastato dopo aver visto un sondaggio che mostra quanti italiani sono contrari all’invio di armi in Ucraina. “Nessun compromesso è possibile sulla pelle dei civili ucraini massacrati, e le trattative sono false”, dice il giornalista twittatorolo, dal suo osservatorio privilegiato. È certo che l’esercito russo sta perdendo la guerra e che non è l’unico. Sul piano militare, Putin è fermo a Kiev e Karkhiv, la logistica è impantanata, le truppe demoralizzate e solo missili ciechi contro i civili. Fonti statunitensi affermano che l’attività di guerra informatica contro le comunicazioni russe rallenta i movimenti a terra. I logisti sono impantanati, le truppe sono demoralizzate e Putin viene fermato a Kiev e Karkhiv. Secondo fonti statunitensi, l’attività di guerra informatica contro le comunicazioni russe rallenta i movimenti a terra. “Le sanzioni non bastano” è il pensiero del pensiero-Fubini, che già il 10 marzo affermava: “Nonostante i taciti pacifisti di casa nostra che non vogliono aiutare l’Ucraina, Putin questa guerra sta perdendo”. I pacifisti tacitiani d’Italia pensano che l’Ucraina debba essere abbandonata a Putin perché ha già vinto la guerra. “In Italia si è detto, ripetuto: non armiamo l’Ucraina per l’agonia di una guerra perduta”, diceva la beffa. Riotta ha risposto con uno strano miscuglio di neologismi: “Ma Putin non è un talkshoista kacciaro #Putinversteher de noantri” (sic). Luciano Capone del Foglio dice che se la tesi è che non dobbiamo rispondere militarmente perché la Russia minaccia l’uso delle armi nucleari e quindi l’Ucraina deve arrendersi, la stessa logica deve essere applicata a qualsiasi altro Stato. La stessa logica vale per qualsiasi altro Stato se la tesi è che la Russia minaccia di usare armi nucleari e quindi l’Ucraina deve arrendersi. La no-fly zone che il presidente Volodymyr Zelensky vuole che la NATO imponga ai cieli ucraini è un feticcio del fight club. “Con la guerra che colpisce l’Europa e rischia di toccare i nostri confini nazionali”, Camera e Senato hanno dato un segnale chiaro, secondo gli editorialisti. “Il due per cento della spesa militare, anche se come obiettivo a medio termine, cambia la percezione esterna non solo della NATO, ma della stessa Unione Europea”, ha affermato. La posizione degli editorialisti che vogliono la guerra mondiale, tifo per la no fly-zone e l’intervento della Nato viene da Il Fatto Quotidiano.