Solo gli storici o gli anziani ricordano la distruzione delle città italiane da parte degli alleati angloamericani, con il 70% degli edifici distrutti o gravemente danneggiati. Nella capitale dell’Ucraina, Kiev, così come nella seconda città più importante della storia, Odessa, si parla poco del patrimonio architettonico e artistico a rischio. “Quando avevamo già quattro cattedrali, avevi solo quattro boschi” è un detto che gli ucraini affermano sempre essere vero. La cattedrale di Costantinopoli, costruita nell’XI secolo, è molto simile alle chiese di Kiev, che risalgono al periodo di massimo splendore della cultura ucraina. L’inizio del martirio ucraino può essere fatto risalire alla distruzione delle chiese da parte dei tatari nel 1240, quando divenne capoluogo di provincia. Il Palazzo Mariinskij, ufficio di rappresentanza dell’attuale Presidente ucraino, fu progettato nel 1700 da un architetto italiano. Ivan III ha invitato gli architetti italiani a ricostruire la fortezza del Cremlino ma soprattutto a costruire la città in modo magniloquente, motivo per cui Mosca è più recente. Ricordo che fu loro affidato il compito di ricostruire le torri del Cremlino che è la fortezza, perché in russo hanno questo significato. Anche qui è in gioco nell’architettura il potere del personaggio di Putin: l’ingresso trionfale ogni volta che esce dalle porte dorate alte una decina di metri del grande palazzo del Cremlino è un modo per sottolineare la riverenza che è dovuta alla Grande Russia e alla sua le persone. Ci sono 700 stanze dorate nel Grand Palace, che è un esempio di ciò che gli zar volevano dimostrare, anche se è tutta un’enfasi di assolutismo. L’articolo Guerra significa distruzione di monumenti, eppure la culla della civiltà russa è a Kiev.

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