Al centro di polemiche gli edifici e gli appartamenti destinati da Roma ad accogliere gli ucraini in fuga dalla guerra. Ci sono foto di centri di accoglienza in cui migliaia di persone sono state scattate nella chat ucraina. Strutture si aprono di punto in bianco dopo anni di abbandono, alcune in Molise, a Campobasso – racconta – dove oltre alla neve e al freddo si sono ritrovate in stanze sporche senza riscaldamento, con bagni pieni di muffe, scarafaggi e insetti, alcuni morti addosso terra, altri vivi che hanno pizzicato i bambini. Ci sono posti che non hanno niente a che vedere con le camere vista mare. I primi a lamentarsi, fino al punto di essere ricondotti, sono gli stessi ucraini, che “avvertono i loro connazionali delle condizioni dei luoghi in cui vengono prelevati, convincendoli a non partire”. All’opposizione degli albergatori si aggiungono le donne ei pochi uomini arrivati ​​dall’Ucraina, contrari a lasciare gli alberghi che li ospitano da settimane. Solomon dice che non pensano che la loro permanenza sia un problema per la stagione. Patrizia Rinaldis, presidente dell’Aia, ha riconosciuto agli alberghi in prima linea la capacità di ospitarli. Non ci sono difficoltà di integrazione per gli ucraini. Secondo il numero uno di Safe Riviera, l’errore principale è quello di essere considerati dalle autorità migranti economici, perché qui non vogliono restare a lungo. Non solo da Salomone, ma anche dal family hotel Margherita che accoglie circa 160 persone, c’è una proposta per andare a vedere di persona le strutture che potranno ospitare i profughi. Anche se i contributi del governo non sono ancora arrivati, Lanna non scaccerà le donne ei bambini che sono arrivati. La famiglia è stata mandata a Misano dalle suore ma gli uomini non possono entrare perché in zona ci sono altre persone.