È primavera dopo un inverno che è il quinto più caldo a livello planetario con una temperatura combinata della terra e degli oceani di +0,84 gradi superiore alla media del ventesimo secolo. I dati provenienti dall’Europa mostrano che la temperatura media lo scorso inverno è stata di oltre 2 gradi sopra la media. Coldiretti afferma che l’inverno in Italia è stato particolarmente secco con 1/3 di pioggia in meno ma ha anche registrato una temperatura media superiore a 0,49 gradi con un’anomalia che ha raggiunto il picco di quasi un grado nelle regioni settentrionali. Il caldo fuori stagione ha stravolto completamente i normali cicli colturali e di conseguenza anche le offerte stagionali su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno, con l’arrivo delle primizie, dagli asparagi alle fragole, dai piselli alle fave, dai carciofi alle zucchine. In campagna la bella stagione ha fatto sbocciare fiori nei campi e mandorli, albicocche e pesche, che sono sensibili al freddo e alle intemperie. Coldiretti dice che l’inverno ha lasciato il nord Italia asciutto, con il deficit idrico peggiorato a febbraio con un taglio delle precipitazioni che sono passate dall’87% in meno in Piemonte fino al 52% in Veneto. La siccità nella Pianura Padana – precisa Coldiretti – minaccia oltre il 30% della produzione agricola nazionale, tra passata di pomodoro, frutta, verdura e grano, e la metà del bestiame che dà origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo. A nord il fiume Po secco presso Ponte della Becca è sceso a -3,27 metri, in meno rispetto ad agosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui cadono tutte le principali vie d’acqua del nord come in estate ma si riscontrano anomalie anche in grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno da. Secondo l’analisi di Coldiretti, il disastro più significativo per l’agricoltura italiana è il danno medio di un miliardo di euro all’anno per la quantità e la qualità dei raccolti.

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