Alle 2 di sabato 26 e domenica 27 marzo, le lancette devono essere spostate in avanti di circa un’ora. Da qualche anno la Commissione Europea parla di una possibile abolizione del cambio dell’ora, anche se l’idea è quella di lasciare la possibilità a ciascuno Stato membro dell’Unione Europea di scegliere se continuare ad utilizzare l’ora solare o quella legale. Nei 7 mesi in cui entrerà in vigore l’ora legale, l’Italia risparmierà 190 milioni di euro e avrà un minor consumo di energia elettrica di circa 400 milioni di kilowattora, che equivale al fabbisogno medio annuo di 150mila famiglie. Aprile e ottobre sono i mesi che vedono il maggior risparmio energetico in primavera e in estate, quando l’ora solare ritorna il 30. L’uso della luce artificiale viene ritardato in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento spostando le lancette in avanti di un’ora. Secondo l’analisi della società guidata da Stefano Donnarumma, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di oltre un miliardo di euro. Il Parlamento europeo si era detto favorevole alla sospensione della convenzione che vuole il passaggio alle lancette dell’orologio in avanti o l’abolizione dell’ora solare. L’abolizione del cambio dell’ora è stata rinviata al 2020 dopo che la Commissione Europea ha respinto la richiesta di attuazione già nel 2019. La convenzione che vuole che le lancette dell’orologio si spostino avanti o indietro ogni anno a marzo e ottobre è pensata per sfruttare al meglio le ore di luce disponibili e ridurre i consumi energetici. Nei sette mesi dell’ora legale l’Italia risparmierà 400 milioni di kWh (pari al consumo medio annuo di elettricità di 150mila famiglie), valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e risparmio economico. La notte tra sabato e domenica è quella in cui devi tirare avanti le mani.