Il primo percorso, il più drastico, è proprio il distacco totale dalla rete globale a favore della propria, colossale, intranet nazionale che, in effetti, già esiste: RuNet. Internet è stato disconnesso dai cittadini di Mosca negli ultimi anni per verificare la capacità dell’intranet del governo di fornire servizi essenziali e non essenziali, tra le altre cose. Lo scenario di una intranet interamente gestita dal governo russo porterebbe a un controllo molto stretto sull’informazione, con livelli di censura paragonabili a quelli dei più severi regimi mondiali. La Russia non può permettersi di staccarsi dal web e garantire un livello di servizi minimamente comparabile senza aver sviluppato un’adeguata architettura informatica interna. Invece di Internet, sembra una possibilità che è più simile al dominio dei sogni più brutti di un controllo sociale su larga scala. Mosca può garantirsi un controllo sempre più capillare sulla vita online dei suoi cittadini con altre modalità, meno drastiche ma comunque efficaci. Il mercato interno russo, proprio come in Cina, offrirebbe ai suoi consumatori tutta una serie di servizi “surrogati” rispetto a quelli internazionali, fenomeno che affligge già da qualche anno la Russia, basti pensare al massiccio utilizzo a livello locale del motore di ricerca. Se solo a breve termine, questa potrebbe essere la strada che Mosca sceglierà nell’amministrazione della propria Internet, poiché non richiede la realizzazione di un’intera infrastruttura informatica a livello nazionale. Secondo il ricercatore del MIT, James Ball, se la Russia adotta questa strategia, Internet come lo conosciamo oggi scomparirà completamente e sarebbe “irreversibile”. Questo scenario potrebbe essere favorito da Mosca come mezzo di guerra ibrida che verrebbe condotta autonomamente dai suoi cittadini contro lo spazio digitale globale e i servizi occidentali. Indipendentemente dalla scelta del governo, le conseguenze potrebbero cambiare il mondo digitale come lo conosciamo oggi e che il World Wide Web potrebbe diventare molto meno “globale” e molto più “controllato” di quanto fosse originariamente concepito decenni fa. È solo questione di tempo prima di assistere a casi clamorosi di collasso della rete globale.