Rifugiati in fuga dalle regioni orientali, tanti volontari di associazioni locali e internazionali, autobus per accompagnare gli sfollati oltre confine, furgoni e ambulanze con aiuti umanitari. La parte occidentale dell’Ucraina non è mai stata così trafficata di persone, merci, un’umanità devastata dalla guerra e non è facile, in questo traffico folle, controllare chi entra, chi esce, cosa passa e cosa viene importato. C’è molta anarchia in questa nazione piena di conflitti, ma c’è anche la legge marziale in vigore. Fino al 24 febbraio i tempi di attesa per attraversare il confine polacco ed entrare nell’ex repubblica sovietica sono stati estenuanti, non tanto per le lunghe file di macchine ma per i controlli che hanno richiesto ore. Quasi sempre, il confine ungherese era peggiore. Dopo un’altra ora di viaggio, arriverai a Leopoli e anche nei 60 chilometri dall’ingresso in Ucraina alla splendida città galiziana di checkpoint nemmeno l’ombra. Dal momento in cui si entra in un territorio di guerra, sorge la domanda. La decisione di sospendere completamente la vendita di alcolici nei supermercati e nei ristoranti testimonia il fatto che qui ci sono già diverse armi. Tra tante persone di buon cuore c’è anche chi viene pagato per lasciare il Paese, motivo per cui la zona della stazione assomiglia a un campo. Non è niente di nuovo ed è un affare di guerra. “Fai attenzione a chi mandi gli aiuti, perché non tutti qui sono affidabili” è qualcosa che gli ucraini hanno avvertito in precedenza dei volontari. Il mercato nero dei medicinali e dei beni di prima necessità che non sempre finiscono dove ce n’è più bisogno è una cattiva abitudine che si ritrova in molti conflitti. “Siamo stati contattati da tre persone che hanno proposto di trasportare i nostri aiuti umanitari in Ucraina, ma appena abbiamo detto loro che il carico sarebbe stato seguito dall’auto di uno”, ha detto l’organizzazione no profit del Nordest che preferisce anonimato. Alcuni sostengono che siano il risultato di risparmi guadagnati da persone che sono andate a lavorare all’estero. Alcune persone sussurrano che i proprietari sono spesso funzionari doganali che costruiscono il loro buen retiro con tangenti. Le tariffe per metro quadrato sono aumentate a causa della domanda di rifugiati provenienti da altre regioni ucraine. Nell’articolo è stato riportato il caos al confine con la Polonia. Si pensa che il mercato nero in aiuto provenga da Il Fatto Quotidiano.

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