Il testo del nuovo decreto per contrastare gli effetti economici della crisi ucraina è stato approvato dal governo durante il Consiglio dei ministri. Secondo il testo del decreto energia del 18 marzo 2022, sono complessivamente 4,4 miliardi di euro di risorse che verranno utilizzate per finanziare l’esenzione del bonus carburante concesso dalle aziende ai dipendenti. L’importo dei buoni venduti ai dipendenti non concorrerà alla formazione del reddito. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 marzo 2022 un nuovo decreto, che aggiungerà altri 4 miliardi ai 16 miliardi di euro già stanziati per coprire l’aumento del costo dell’energia, delle risorse e della tassazione di parte degli utili dei produttori dovuto al aumento del costo delle materie prime. I fondi a disposizione consentono di introdurre nuove misure per famiglie e imprese in difficoltà per l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Ucraina e che, tra l’altro, finanzieranno la riduzione delle accise su benzina e diesel. Con il decreto è stata introdotta l’esenzione dal bonus benzina e gasolio corrisposto dalle aziende ai propri dipendenti. L’importo dei buoni emessi dalle aziende non concorre alla formazione del reddito imponibile, fino a un massimo di 200 euro per lavoratore. Occorre capire come si concilierà la nuova concessione con l’esenzione già prevista per i buoni carburante, rientranti nella categoria delle forme di welfare aziendale che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente fino all’importo di 258,23 euro. Ci sono misure a tutela delle imprese che risentono dell’aumento dei prezzi delle materie prime dopo l’innalzamento del limite ISEE da 8.000 a 12.000 euro. Il credito d’imposta introdotto da quest’ultimo decreto aumenta di valore, passano: Si rafforzano anche le attività di vigilanza sui prezzi, aumentando gli strumenti a disposizione di Mister Prezzi, il Garante istituito al MISE, che tra l’altro può chiedere alle aziende dati, notizie ed elementi specifici sulle ragioni che hanno determinato le variazioni di prezzo. Sempre a tutela delle imprese, ed in particolare di quelle del settore agricolo e della pesca, il testo del decreto energia approvato il 18 marzo 2022 introduce un credito d’imposta per l’acquisto di carburante, pari al 20 per cento della spesa sostenuta per benzina e gasolio acquistato nel primo trimestre dell’anno ed effettivamente utilizzato. Ulteriori 15 milioni di euro sono stanziati per la riduzione dei pedaggi autostradali e ulteriori 5 milioni per la detrazione forfettaria. Secondo la bozza in circolazione, saranno riconosciuti in cassa integrazione i datori di lavoro del settore turistico che non potranno più ricorrere alle cure ordinarie, entro il limite di spesa di 150 milioni di euro e fino al 31 dicembre 2022. Un credito d’imposta pari al 50 per cento del saldo dell’Imu sarà concesso al settore turistico nel 2022.

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