Una roulotte che nel suo già complicato viaggio di ritorno reso più difficile dall’arrivo della neve che ha rallentato le operazioni di carico delle persone sui mezzi diretti in Italia ha avuto una sosta inaspettata e preoccupante. Uno dei volontari dell’associazione è stato fermato alla frontiera perché, pur vivendo e lavorando da trent’anni in Veneto, ha anche moglie e due figli da una precedente relazione. Volodymyr, un uomo di 58 anni di cui più di trenta vivevano in Italia, era tornato in Ucraina per i funerali del padre, morto pochi giorni prima dello scoppio della guerra, quindi gli è stato impedito di tornare. Con una lettera dell’ambasciata italiana si è aperta un’apertura per entrare in contatto con la sua famiglia in Italia, ma ora tutto è di nuovo fermo. La lettera che aveva preparato pochi giorni prima della sua partenza dall’ambasciata italiana non gli bastava perché ritenuto a tutti gli effetti soggetto alla legge marziale. Uno dei problemi al momento è che il caso è scoppiato domenica, giorno in cui i funzionari non lavorano e le comunicazioni sono più difficili, oltre al fatto che non ci sono solo le ambasciate coinvolte ma, in questo caso, l’esercito. Il resto della carovana arriverà in Italia nel cuore della notte domenica e lunedì. L’articolo Carovana della pace a Lviv, un volontario italo-ucraino bloccato al confine, non basta la lettera dell’ambasciata italiana de Il Fatto Quotidiano.

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