Ricordi il prezzo medio del gas dell’anno scorso?. Il costo del conto è 15 volte più costoso di quanto non fosse l’anno scorso se fosse quintuplicato. Ci siamo fermati qualche giorno a pensarci. Il presidente di Assocarta è anche presidente di Confindustria. È titolare di due stabilimenti, di cui uno è leader nella produzione di carta da imballaggio partendo da materia prima riciclata al 100%. Le cartiere hanno un problema con la scarsità di materie prime a causa dell’alto costo dell’energia. Quando normalmente interesserebbe dal 10 al 15 per cento, il gas rappresenta circa il 30 per cento della produzione ai valori attuali. Molte cartiere in Italia lo hanno già fatto, perché stare fermi costa meno che produrre. Lo stop è irregolare in Italia, ma ha già coinvolto dal 30 al 50 per cento delle imprese. Il sistema delle cartiere conta circa 150 stabilimenti con un fatturato di 8 miliardi di euro nel 2021, e una crescita del 28 per cento rispetto al 2020. C’è stato un aumento del 12,5 per cento nella produzione. Dobbiamo pagare per il gas che consumiamo. Le aziende in Germania e Francia beneficiano di vantaggi da febbraio, con l’effetto che i loro concorrenti pagano meno per l’energia. Questo rende difficile la vendita sul mercato. Non possiamo contare sulle nostre forze in questo momento perché sono esauste e siamo preoccupati per la velocità con cui i prezzi salgono. L’aumento dei prezzi non è causato dalla mancanza di gas, ma da speculazioni finanziarie. È necessario aumentare l’estrazione nazionale e accelerare la spinta verso il biogas, ma soprattutto eliminare la speculazione finanziaria lasciando che il prezzo sia fissato solo dal sistema della domanda e dell’offerta. Nello stabilimento Saci sono in funzione due linee continue e una terza linea di produzione, ma le macchine funzionano solo se c’è l’energia per farle funzionare. La Pro-Gest di Camposampiero ha fatto tappa a Padova, che fa parte di un gruppo con altri cinque stabilimenti in provincia di Treviso. L’articolo Cara energia, le cartiere chiudono gli impianti perché non produrre costa meno, mentre i concorrenti esteri fanno sconti.