4 miliardi sono le entrate previste dal contributo straordinario che il presidente del Consiglio ha definito “gli straordinari profitti che i produttori stanno realizzando grazie all’aumento dei costi delle materie prime”. L’aliquota del 10% prevista dal nuovo decreto antimaggio varato venerdì sera dal governo sarà infatti applicata non agli utili ma al maggior margine IVA realizzato tra ottobre e marzo 2022 rispetto al semestre ottobre 2020-marzo 2021, a condizione che vi sia un utile. La stima ufficiale, quindi, è che produttori, importatori e distributori di energia, gas e prodotti petroliferi abbiano realizzato 40 miliardi di ricavi aggiuntivi a seguito dell’aumento dei prezzi, anche tenendo conto del fatto che il confronto è con un periodo in cui i prezzi del Brent depressi dalla pandemia hanno oscillato tra i 60 e i 27 euro contro gli attuali oltre 100. Non è chiaro come si concilierà il prelievo con quello già previsto per i soli produttori di energia rinnovabile, perché non tiene conto delle quantità vendute e dei costi che non entrano nel calcolo dell’IVA. I soggetti che devono versare il contributo sono tenuti a comunicare all’Antitrust il prezzo medio di acquisto e vendita di energia e gas naturale. Il Ministero della Transizione Ecologica e l’Autorità per l’Energia (Arera) richiederanno ai titolari di contratti di fornitura gas per il mercato italiano di trasmettere i contratti già sottoscritti. Anche se in tal caso l’addizionale IRES sugli extraprofitti generati dal forte aumento del prezzo del petrolio non aveva limiti temporali (oltre al fatto che era parametrizzata a tutti i proventi d’impresa e non solo agli extraprofitti), e questa volta il decreto lo specifica. Per Viale dell’Astronomia un plafond nazionale sul prezzo del gas sarebbe stato invece diverso sulla base di un’operazione trasparente sui contratti di importazione in essere e sul loro prezzo reale rispetto a quanto determinato ogni giorno sul mercato spot . Il provvedimento è troppo timido anche secondo Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Leu, che con Stefano Fassina chiede che il prelievo venga “decisamente aumentato, non in maniera punitiva, non per far piangere i ricchi, ma per aumentare sensibilmente i crediti d’imposta per tutte le altre imprese colpite dall’impennata dei costi energetici e dalle conseguenze della guerra sul livello dell’attività produttiva, in particolare nel turismo”. Come funzionerà la tassazione sul margine IVA più elevato è un articolo. C’è il rischio di ricorrere al Consiglio.

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