Il piano di emergenza sul gas è stato attivato dal governo tedesco. Il ministro dell’Economia e del Clima Robert Habeck ha tenuto una conferenza stampa a Berlino per annunciare che la Germania si prepara a un peggioramento della fornitura di gas a causa della guerra in Ucraina. La terza fase richiede allo stato di assumere temporaneamente il controllo diretto dei fornitori di energia nel paese. Il prezzo del gas è salito del 5% dopo l’annuncio di Berlino, che indica una maggiore possibilità di stallo con Mosca. La maggior parte del gas russo arriva in Germania attraverso la linea del gas Nord Stream 1, che ha una capacità di 55 miliardi di metri cubi all’anno. Mancano pochi giorni alla scadenza per convertire in rubli la valuta in cui i paesi occidentali pagano il gas russo. Dopo questo diktat è arrivato il rifiuto dei paesi del G7 che considerano la mossa del Cremlino una violazione dei termini contrattuali. Il governo tedesco ha mantenuto la stessa linea ieri. Durante il colloquio telefonico avvenuto tra il presidente francese e il presidente russo è stata affrontata la questione del pagamento in rubli. 30 dei 100 miliardi di gas importati dalla Russia finiscono in Italia. Senza un accordo, lo stop del gas russo metterebbe in seria difficoltà l’Europa e Mosca dovrebbe cedere un miliardo di dollari al giorno all’Ue. Si dice che il Cremlino stia considerando di estendere i pagamenti in rubli alle forniture di grano. In caso di carenza di gas, è stato attivato il piano di emergenza.

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