Dopo l’esplosione della crisi ucraina, l’Eufor, la forza di pace dell’Unione Europea, ha disposto l’invio di nuovi contingenti a protezione del piccolo. La Bosnia è uno dei contesti più instabili a causa dell’instabilità politica causata dal leader serbo-bosniaco Milorad Dodik che vuole separare la Republika Srpska dalla Federazione croato-musulmana. È necessario riportare la crisi politica e istituzionale che paralizza il Paese dallo scorso luglio e riprendere il percorso delle riforme per avvicinarsi all’Unione europea, secondo il premier Mario Draghi. Rodolfo To, analista politico ed esperto di Balcani, afferma che la Bosnia-Erzegovina non va sottovalutata per gli effetti della guerra sull’economia. Il leader serbo Milorad Dodik potrebbe essere costretto ad avere un atteggiamento più conciliante nei confronti della comunità internazionale. La stabilità della Bosnia-Erzegovina è a rischio a causa delle ripercussioni della crisi ucraina, in corso dall’inizio del conflitto negli anni ’90. In Bosnia-Erzegovina, la questione dell’adesione alla NATO è molto divisiva, a differenza dei paesi baltici, dove la maggioranza dei cittadini è favorevole. Al momento, la Nato spinge avanti l’integrazione della Bosnia, che potrebbe provocare una reazione da parte dei serbi. Dodik potrebbe usarlo per fare un referendum per la separazione della Republika Srpska.

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