Il Congresso di Stato di San Marino ha replicato alle accuse di molestie sessuali rivolte da un dipendente del Capo dello Stato. Dovranno essere effettuati tutti gli accertamenti necessari, consentendo all’interessato di chiarire il tutto, nel rispetto delle regole istituzionali, sulle accuse mosse contro uno degli Eccellenti Capitani Reggenti. Se la correttezza di chi esercita il ruolo nobile dell’informazione richiede che tutti i soggetti coinvolti abbiano voce e la possibilità di esprimere la propria versione dei fatti, tale principio vale quando il soggetto ricopre la più alta carica dello Stato. La correttezza istituzionale, dal canto suo, impone ai Capitani Reggenti il ​​vincolo del silenzio previsto dalla normativa vigente, che vieta ai Capi di Stato di esprimere opinioni e rilasciare dichiarazioni di qualsiasi natura durante il loro mandato, anche al fine di non incorrere, a sua volta, nel reato di disprezzo, cioè di offendere l’onore e il prestigio della Suprema Magistratura». “Siamo certi che le osservazioni in merito alle controversie sollevate saranno presentate dall’interessato non appena il semestre sarà terminato, convinto della volontà di fare luce e favorire così l’affermazione della verità”, ha affermato. Il Congresso di Stato esprime profondo rammarico per le manifestazioni di mancanza di rispetto nei confronti di un’istituzione di così alto valore come la Magistratura Suprema, senza per questo voler tacere ogni possibile responsabilità, che sarà accertata nelle sedi opportune.