“Dopo due anni di pandemia, continuiamo a vivere nel limbo, tra timori per la guerra in Ucraina e aumenti di prezzo che non consentiranno margini rispetto alle vendite”. Negli ultimi 6 anni abbiamo registrato una ventina di chiusure per emergenza sanitaria. Le vie del centro storico sono state ridotte ad un susseguirsi di serrande ribassate. Nonostante molti siano pronti a vendere le proprie attività e non solo nel centro storico, nessuno sembra interessato ad acquisirle, insiste. Secondo il presidente dell’USC, ci sono molte famiglie che cercano disperatamente una via d’uscita da un brutto vicolo cieco. “Solo l’importo che una famiglia media risparmia per le vacanze andrà in fumo”, ha detto. “Se sceglieranno il turismo di prossimità, non avremo alcuna ripresa, tanto meno il boom che serviva”. I commercianti del centro storico hanno potuto allestire un piccolo rullo espositivo che potesse contenere un massimo di 50 centimetri dal 2020 al 2021. Un trucco per dare alle persone un’idea di quali prodotti ci siano all’interno. “Abbiamo fatto un grande sforzo come USC per raggiungere questo piccolo obiettivo che ci sembrava giusto per una questione di correttezza rispetto a quelli concessi agli altri, come il dehors”. A causa di vincoli anti contagio, i clienti non hanno potuto essere ammessi al centro, che ha una superficie massima di 30 mq. I privilegi sono limitati a un periodo storico senza precedenti e non vengono acquisiti per sempre. I commercianti temono ora che le speranze di una ripartenza siano svanite.

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