Nel 2020 il 36,2% dell’acqua immessa in rete è stata sprecata nei capoluoghi di provincia e nelle città metropolitane italiane. I dati aggiornati sulla spina nel fianco della rete idrica italiana che, va detto, annaffia da tutte le parti, sono emersi durante la presentazione del Libro blu 2022 sui dati del servizio idrico integrato in Italia della Fondazione Utilitatis , realizzato in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e Istat e con il supporto di Utilitalia. Il direttore delle statistiche ambientali Istat auspica che i dati sugli investimenti aiutino ad accelerare una dinamica ancora insostenibile. Nella relazione si afferma che la struttura infrastrutturale è caratterizzata da diverse criticità che variano a seconda degli ambiti territoriali, dell’età delle reti acquedottistiche e del non ancora completo adeguamento del sistema fognario e depurativo alle normative di settore. L’Italia soffre ancora di ritardi nell’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione secondo il Libro blu. si registrano prevalentemente nelle aree meridionali, “nelle quali si registrano spesso situazioni di assenza o inoperabilità degli organi di governo, o elevati gradi di frammentazione gestionale, sia verticale che orizzontale, con più operatori che insistono nella stessa area”, si legge ancora in il documento secondo il quale “si registrano tuttavia casi di inadempienza anche nelle regioni del Centro Nord”. Il valore pro capite di 48,6 euro per abitante è stato raggiunto dopo anni di instabilità, per un tasso di crescita medio annuo prossimo al 7 per cento. La media europea di 100 euro per abitante è lontana dal valore nazionale. Le infrastrutture nei distretti idrografici della fascia appenninica e insulare risultano meno efficienti a causa delle perdite nelle reti. Più della metà delle perdite si colloca nell’area Centro-Sud, ma meno del 25% delle perdite è inferiore al 25%. Nella gestione in-economy, dove gli enti locali si occupano direttamente del servizio idrico, gli investimenti medi annui ammontano a 8 euro. La gestione dei fondi del PNR per la tutela del territorio e della risorsa idrica stanzia 4,4 miliardi di investimenti, di cui 3,5 miliardi per le imprese del servizio idrico integrato. Secondo l’articolo Giornata mondiale dell’acqua, le reti sono ancora setacci: nel 2020 si perde 1 miliardo di metri cubi nei grandi comuni.