“Ovvero di quanto di Vanvitelli c’è oggi nella cultura architettonica, ma anche in quella artistica, in questo territorio e altrove” dice l’assessore alla Cultura del Comune di Caserta, il critico d’arte. In Campania è da festeggiare l’architetto che progettò la Reggia di Caserta e l’Acquedotto Carolino. Gli ultimi anni della vita di Vanvitelli li trascorse a Caserta perché lì si era ben stabilito. Carlo di Borbone commissionò al Vanvitelli la costruzione della Reggia di Caserta. L’Infante di Spagna fu deliziato dai lavori che furono eseguiti nella “Galleria dei lavori”. Il Palazzo Reale di Vanvitelli è stato commissionato da Carlo di Borbone nel 1751 ed è stato visitato da quasi un milione di persone fino al 2019. Antonio Paolucci, ex ministro della Cultura e direttore dei Musei Vaticani, disse che il re veniva dalla Spagna e voleva creare qualcosa che ricordasse le residenze reali che aveva conosciuto in Spagna. Il Re chiamò Luigi Vanvitelli, che lavorò più di 30 anni per realizzare questo immenso edificio con centinaia di stanze, la Cappella Palatina, un teatro e poi soprattutto il giardino, con le famose fontane, quella di Diana e Atteone, quella dell’antica Peschiera. La Reggia di Caserta doveva evocare le grandi residenze reali d’Europa, quelle di Spagna e Francia. Vanvitelli dovette esaudire il desiderio di bellezza e grandezza del re di Spagna nella realizzazione del Palazzo Reale, così come il progettista di giardini André Le Ntre dovette esaudire il desiderio di bellezza e grandezza della Villa Medicea di Pratolino, vicino a Firenze. “Questo è il segno distintivo del miracolo della Reggia di Caserta, nata dal nulla, in una zona assolutamente marginale rispetto a Napoli, e poi diventata il mirabile monumento che tutti conosciamo”, ha detto Paolucci. Il Palazzo è uno dei luoghi più famosi e ammirati d’Italia per ciò che Vanvitelli fece per il suo Re. L’articolo di Caserta si prepara ai 250 anni di Vanvitelli, il genio che ha regalato all’Italia la Reggia: il “prodigio” che ha unito arte e natura.