Nel tentativo di finanziare la legge di bilancio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato una proposta per limitare la pratica del riacquisto di azioni proprie da parte di una società quotata. Vi è il divieto per i dirigenti di vendere titoli nei tre anni successivi all’acquisto di titoli nel progetto di bilancio. C’è una pratica diffusa di riacquisto di azioni negli Stati Uniti. Nel 2021 le società dell’indice S&P 500 – che raggruppa le 500 maggiori società statunitensi quotate – hanno riacquistato azioni. Secondo la banca d’affari americana, finora sono state autorizzate operazioni per 319 miliardi di dollari. L’annuncio di un’operazione di riacquisto aumenta i prezzi e rende conveniente per i dirigenti vendere le azioni della loro società per realizzare un profitto sulla differenza di prezzo. I gestori tendono a vendere più azioni nei giorni successivi a un’operazione che in qualsiasi altro periodo, secondo uno studio citato alla SEC. Nel corso di dieci anni, le società americane hanno speso 6,3 trilioni di dollari in riacquisti di azioni. Lo studio sottolinea che si tratta di una pratica di cui beneficia il 10% più ricco delle famiglie, che detengono l’85% delle azioni di società statunitensi, e attacca anche la Sez. Gli autori scrivono che l’organismo di vigilanza ha incoraggiato la manipolazione dei corsi azionari attraverso regolamenti interni che consentono il riacquisto di qualsiasi importo, nonostante i presunti limiti, poiché non applica le sue regole e non raccoglie i dati in tempo reale. La metà dei profitti realizzati dalle aziende statunitensi nei dieci anni coperti dallo studio potrebbe essere utilizzata per fare investimenti, finanziare ricerche o assumere nuovi lavoratori. La Casa Bianca ritiene opportuno limitare la prassi nella bozza di bilancio per il 2022, che è stata presentata al Congresso. Piuttosto che investire nella crescita e nell’innovazione a lungo termine, l’obiettivo è scoraggiare l’uso dei profitti per acquistare azioni proprie e arricchire i dirigenti esecutivi. In Italia stanno prendendo piede le operazioni di buyback per remunerare gli azionisti. Per il mercato italiano quest’anno saranno spesi oltre 14 miliardi di euro secondo le stime della banca d’affari Intermonte. Il 9% e il 12% del capitale delle due istituzioni sono rappresentati dai piani da 3,4 e 2,58 miliardi di euro. Nei primi mesi dell’anno sono stati spesi 319 miliardi di dollari.

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