Il 26 e 27 marzo 2022 si svolgerà l’evento più importante nella piazza dedicata al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, quanto piuttosto di concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità. Lo spirito civico ed educativo più autentico del festival di quest’anno è quello di visitare gli oltre 700 luoghi aperti, che ci permetterà di conoscere la nostra storia e riflettere su ciò che può insegnarci. Tutelare, preservare e valorizzare il patrimonio culturale, aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo: questa è la missione del FAI, che in questi tempi bui, in queste Giornate FAI, trova un significato ancora più profondo e una funzione ancora più necessaria e urgente. La delegazione era composta dalla prof.ssa Teresa Amoruso, dalla prof.ssa Caterina Curto e dai “Borrelli” di Santa Severina. I visitatori saranno accompagnati da Moro-Lamanna di Mesoraca per vedere la Chiesa del Ritiro. La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione attiva della Curia Arcivescovile. Ci sarà una rievocazione storica della posa della prima pietra del Ritiro da parte degli studenti del liceo classico. Le visite si svolgeranno nel rispetto delle normative anti Covid-19 e potranno accedervi solo le persone in possesso di Green Pass rinforzato. Come istituzione della Repubblica, la FAI ha scelto di esprimere la sua solidarietà al popolo ucraino esponendo i colori della sua bandiera in tutte le comunicazioni e beni, ma la Fondazione vuole dare un contributo concreto e per questo si impegna oggi formalmente a finanziare la recupero. La Fondazione sarà supportata da un contributo di coloro che decideranno di partecipare all’evento.