Sharon Stone si è detta in un’intervista a Repubblica di essere un’icona a MeToo. Per il lancio della D&G Devotion Bag Milano le ha regalato una folla enorme perché è diventata famosa senza web e social, l’attrice spiega come parte di questo amore da parte del pubblico derivi dal fatto di essere diventata famosa. Ha detto che senza l’aiuto dei media non avrebbe la stessa voce, ma non tutti lo capiscono. Se non mi disturbassi, non sarei quello che sono. Ammette: “Gestire la fama non è sempre facile, come ci si sente ad essere un’icona?”. Non lo so, questo è il mio lavoro, disse. “Molti mi parlano ancora di Basic Instinct ma l’ho girato trent’anni fa, non me lo ricordo nemmeno – dice – alla fine è un lavoro come un altro, anche se ha delle belle sorprese”, racconta. Ha mostrato alcuni dettagli dei suoi outfit, come la maglietta del marito e una t-shirt Gap, sul red carpet. Il giorno prima che un furgone Fedex passasse sopra il vestito che avrei dovuto indossare, si è messo la maglietta. Ho indossato la maglia come omaggio a mio marito. Durante l’intervista ha potuto approfondire il suo modo di essere e la sua “etica del lavoro del ferro”. Non voglio che le leggi rimangano le stesse. Stone ha detto che una struttura per tutti per avere la stessa comprensione del fenomeno è ciò che serve. Se qualcuno prova a baciarmi senza chiedermelo e va storto, la cosa peggiore che potrebbe capitargli è la considerazione di una multa per parcheggio. Sharon Stone ha detto che essere un’icona è il suo lavoro. Non mi interessa quale sia la mia opinione, voglio che le leggi cambino.