Come associazioni e movimenti che si prendono cura dell’ambiente, siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo a Porto Venere, dove il Comune guidato da Cozzani sta letteralmente smantellando, colpo su colpo, il Parco Naturale Regionale di Porto Venere, che tutela anche le isole di il Golfo della Spezia. Il Parco esiste ancora ma non dispone più di personale tecnico né di finanziamenti dedicati, e questo favorisce l’adozione di misure che riteniamo fuori mandato che la legge attribuisce ad un’area protetta, soprattutto quando questa coincide con siti di interesse comunitario come quello di Palmaria. Poiché il Piano del Parco non consentirebbe tutta una serie di interventi, è stata elaborata una variante dello stesso per adeguarlo alle disposizioni del Masterplan. L’utilizzo dei provvedimenti normativi viene distorto quando si avvia un Piano più vecchio di 10 anni, per il quale normalmente si dovrebbe fare un intero aggiornamento, senza considerare il contesto territoriale dell’intero Parco e ciò che è ancora più grave. I nuovi documenti del Piano di Gestione SIC Palmaria non sono stati presi in considerazione dagli uffici del Parco, si basano su un semplice. Il caso di interesse nazionale è considerato un esempio di cattiva pratica in materia di pianificazione dalle associazioni Legambiente, Italia Nostra, Posidonia Porto Venere e dal movimento “Palmaria SI, Masterplan NO!”. Liguria News ha scritto un articolo sulla cancellazione del Parco.

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