La curva è in salita in Friuli Venezia Giulia. Le sottovarianti Omicron hanno alimentato la diffusione dell’infezione, con un aumento del 69% in sette giorni e del 161% in 14 giorni. Non ci sono al momento carichi pesanti sul sistema sanitario, in quanto sono solo otto i ricoverati in più rispetto al 10 giugno. Il capo della task force regionale ha avvertito la scorsa settimana che è probabile che il BA.5 si stia diffondendo in Friuli Venezia Giulia. L’ipotesi che sia evidente la rapidità di diffusione della variante BA è confermata dall’aggiornamento di ieri di Barbone. Dal 28 maggio al 3 giugno era sceso a 1.595 positivi, il dato più basso da inizio novembre 2021, ma già nella settimana successiva era salito a 1.855 e dall’11 al 17 giugno era un giorno di 791. Lo spread è più concentrato sul Friuli che sulla Venezia Giulia. L’incidenza settimanale per la regione è di 355 casi ogni 100.000 abitanti, ma la provincia di Udine ha l’incidenza più alta con 384 casi ogni 100.000 abitanti. Dal 10 giugno l’aumento è stato dell’81% a Pordenone e del 36% a Trieste. Dopo l’esplosione dei positivi, si prevedono effetti sugli ospedali. La situazione resta sotto controllo con 84 pazienti nei reparti ordinari e 3 in terapia intensiva. Sicilia e Valle d’Aosta hanno entrambe superato la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti ospedalieri ordinari. Nel rapporto dell’Istituto superiore di sanità si afferma che il tasso di occupazione in area medica è del 6,7%, in lieve aumento rispetto al 6,6% del 9 giugno, e in area di terapia intensiva è del 2%. L’incidenza settimanale in Italia è stata di 222 il 9 giugno, ancora segnalata dall’Iss. La Sardegna ha la cifra più alta di 448. In paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna la situazione sembra molto simile. Nelle estati del 2020 e del 2021 l’incidenza dovrebbe crescere. Sono 5.141 i decessi in Friuli Venezia Giulia dall’inizio dell’epidemia.