La maggior parte dei 257 emendamenti depositati in Commissione Giustizia sono di Lega e Italia Viva. La Commissione inizierà la discussione e la votazione sui restanti emendamenti alle 15, con il rischio concreto che vengano approvate modifiche che costringerebbero il provvedimento a tornare alla Camera per una terza lettura. Il capitano ha detto in conferenza stampa il giorno dopo il voto che hanno vinto con tutte e cinque le domande, ma l’affluenza è stata la più bassa di sempre. La giustizia Giulia Bongiorno non ha assicurato al governo che avrebbe votato su tutti gli emendamenti in linea con i referendum, il nostro e gli altri partiti. Le proposte presentate da Lega, Fratelli d’Italia e Italia Viva mirano a inserire nella riforma l’assoluta separazione delle funzioni di pm e giudici, cosa che non è stata possibile con il referendum. In caso di consenso, la Commissione deve votare sugli emendamenti presentati per migliorare il testo. Il presidente del provvedimento al Senato, il leghista Andrea Ostellari, afferma che il referendum ha dimostrato che gli italiani vogliono che il Parlamento affronti la riforma della giustizia. “Abbiamo avuto un confronto con le forze di maggioranza e abbiamo chiesto di procedere con il calendario della Camera, che vede giovedì la votazione finale a cui poter andare”. Anna Rossomando, capo della Giustizia del Pd, ritiene che qualcuno stia cercando di affondare la riforma già approvata a larga maggioranza alla Camera. Il vertice fallisce con l’articolo Riforma Csm, la Commissione vota con il rischio di agguati e Lega e IV non ritirano gli emendamenti.