La rabbia nasce dal fatto che gran parte della nostra Carta Costituzionale è morta. I principi della sovranità popolare, della dignità sociale, delle pari opportunità, del rispetto delle diversità sembrano semplici consigli per una classe politica le cui scelte sono influenzate dai principi del liberalismo economico. Oggi ci troviamo a vivere in un Paese governato da una classe politica che fa scelte che vanno in direzione opposta a quella che c’è nella nostra Carta Costituzionale. Ciò riguarda sia le scelte di politica interna: privatizzazioni selvagge, mancanza di tutela del lavoro e salari, vedi la posizione del governo Draghi sul salario minimo in linea con i diktat di Confindustria, sia a livello di sicurezza. Lo stesso vale per le questioni di politica internazionale con comportamenti da parte del governo Draghi, nei confronti dei conflitti armati, in totale disprezzo dei principi della Costituzione e in totale disprezzo delle prerogative parlamentari. L’interesse di un piccolo gruppo di stakeholder contro l’interesse del popolo italiano è ciò da cui la classe politica sta cercando di prendere le distanze. In una democrazia che si definisce tale, il fallimento della politica, che non è più percepita come rappresentazione di istanze democratiche che partono dal basso, è rappresentato dal fenomeno del non voto. Sarebbe compito del centrosinistra esigere il rispetto della Costituzione redatta dai predecessori. Il ruolo del Partito Laburista è stato abdicato dal Partito Democratico. Per esigere il rispetto della Costituzione come fonte giuridica di ispirazione per il potere esecutivo, occorre aggrapparsi ad essa. La Costituzione pone il Parlamento come organo di riferimento per la sovranità popolare, che deve avere la prima e l’ultima parola su questioni di rilevanza nazionale e internazionale, esattamente il contrario di quanto sta facendo il governo. Il primo passo della nuova fase sono le dimissioni del governo. Il blog Supporter ospita post scritti da lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita di ilfattoquotidiano.it, aderendo all’offerta Supporter e diventando così parte attiva della nostra community